In breve: Diventare pet sitter in Italia non richiede una laurea né una licenza obbligatoria, ma richiede preparazione seria. Servono competenze pratiche sugli animali, una posizione fiscale regolare (Partita IVA con codice ATECO 96.09.09 o 96.99.11 e iscrizione alla Gestione Separata INPS), un'assicurazione RC professionale, e un modo concreto per farsi trovare dai clienti. Chi lavora con continuità può guadagnare tra 400€ e 1.200€ al mese, con margini più alti nelle grandi città.
Dati aggiornati a luglio 2026.
Stai pensando di diventare pet sitter ma non sai da dove cominciare. Forse hai sempre amato gli animali, hai già aiutato amici e vicini a prendersi cura dei loro cani, e ora ti stai chiedendo se sia possibile farne un'attività vera. La risposta breve è sì, ma con alcune condizioni che nessuno spiega mai con chiarezza.
Questo articolo le spiega. Trovi cosa serve davvero per iniziare, cosa comporta dal punto di vista fiscale e assicurativo, quanto si può guadagnare in modo realistico, e come costruire una clientela che non dipenda dal passaparola.
Come diventare dog sitter: i passi in ordine
Chi cerca "come fare la dog sitter" o "come lavorare come dog sitter" di solito vuole sapere da dove partire. L'ordine che funziona è questo:- Scegli i servizi che puoi davvero offrire. Passeggiate e visite a domicilio richiedono tempo e una zona da coprire; la pensione richiede una casa adatta e la disponibilità di notte.
- Fai esperienza con cani che non sono tuoi. Amici, vicini, un canile come volontario: ogni esperienza diventa una referenza da citare nel profilo.
- Crea un profilo completo su una piattaforma. Foto vere, descrizione, servizi, zona e tariffe. Su Petme superi la verifica dell'identità e dei precedenti prima di ricevere prenotazioni.
- Fissa tariffe coerenti con la tua città. Guarda cosa chiedono i sitter della tua zona per lo stesso servizio e parti da lì.
- Metti in regola l'attività quando diventa continuativa. Finché è occasionale si dichiara come prestazione occasionale; quando diventa stabile si valuta la Partita IVA con un commercialista (trovi i dettagli più sotto).
Cosa fa un pet sitter: i servizi che puoi offrire in Italia
Il pet sitter non si limita alle passeggiate. In Italia, i servizi più richiesti coprono situazioni molto diverse tra loro, e capire quali offrire fin dall'inizio ti aiuta a posizionarti meglio sul mercato. Dog walking, passeggiate giornaliere da 30 a 60 minuti, spesso richieste da proprietari che lavorano tutto il giorno. È il servizio più comune e più facile da strutturare come attività ricorrente. Pet sitting a domicilio: visite a casa del proprietario per dare da mangiare, pulire la lettiera, fare compagnia. Particolarmente richiesto per i gatti, che si trovano meglio nel proprio ambiente rispetto a un soggiorno in casa estranea. Pensione casalinga: l'animale soggiorna a casa tua. È l'alternativa preferita ai canili per chi cerca qualcosa di più familiare e meno traumatico per il proprio cane. Richiede uno spazio adeguato e, se ospiti cani, la capacità di gestire le interazioni tra animali. Dog sitting notturno: il pet sitter pernotta a casa del proprietario. Richiesto soprattutto da chi ha cani anziani, con patologie o molto legati alla routine della propria casa. Non è necessario offrire tutti i servizi subito. Molti pet sitter iniziano con il dog walking e la pensione casalinga, poi ampliano in base alla domanda e alle proprie risorse.Requisiti per diventare pet sitter in Italia: cosa serve davvero
La professione di pet sitter non è regolamentata per legge in Italia: non esiste un albo, non ci sono esami di stato, non serve un titolo di studio specifico. Questo non significa che chiunque possa farlo bene. I requisiti che contano concretamente sono tre.Esperienza pratica con gli animali
Aver avuto animali propri, aver fatto volontariato in canili o gattili, o aver aiutato persone con i loro cani per anni: tutto questo conta. I proprietari non chiedono certificati, ma vogliono capire se la persona che si occuperà del loro animale sa gestire situazioni difficili. Un cane reattivo al guinzaglio, un gatto che si nasconde al primo segno di stress, un cane anziano con patologie croniche: la vera competenza si vede qui.Formazione di base
Non è obbligatoria, ma fa differenza. I corsi per operatore cinofilo, dog sitter o pet sitter, spesso offerti da associazioni di settore o scuole di educazione cinofila, rilasciano attestati che aumentano la fiducia dei clienti e ti danno strumenti concreti per situazioni di emergenza. Il pronto soccorso veterinario di base, in particolare, è qualcosa che nessun pet sitter dovrebbe trascurare.Affidabilità documentabile
Puntualità, comunicazione chiara, aggiornamenti regolari durante il soggiorno o la passeggiata: questi non sono dettagli, sono il prodotto stesso. I clienti che ti affidano il loro animale non comprano un servizio generico, comprano tranquillità. La tua reputazione si costruisce su ogni singola interazione.Aspetti fiscali e burocratici: come regolarizzare l'attività
Questo è il punto che più spesso viene rimandato, e che più spesso crea problemi. Se il pet sitting diventa un'attività continuativa e organizzata, la legge italiana richiede che tu sia in regola fiscalmente.Partita IVA e codice ATECO
Per lavorare come pet sitter in modo continuativo, è necessario aprire la Partita IVA. Il codice ATECO usato per il dog sitter è il 96.09.04, lo stesso che cita la legge regionale del Piemonte n. 18 del 2021 per chi ha "attività prevalente di dog sitter". La classificazione ATECO è stata aggiornata nel 2025, quindi conferma il codice con il commercialista al momento dell'apertura. Il regime forfettario è l'opzione più adatta per chi inizia: prevede una tassazione agevolata al 5% per i primi cinque anni (poi al 15%) per fatturati fino a 85.000€.Gestione Separata INPS
I pet sitter che operano come liberi professionisti senza cassa previdenziale di categoria devono iscriversi alla Gestione Separata INPS. È un passaggio obbligatorio che molti trascurano inizialmente, ma che comporta sanzioni se ignorato. L'aliquota contributiva si applica sul reddito effettivo.Assicurazione RC professionale
L'assicurazione di Responsabilità Civile Professionale non è obbligatoria per legge, ma è indispensabile in pratica. Secondo l'art. 2052 del Codice Civile, il pet sitter che ha in custodia un animale è responsabile dei danni che questo causa a terzi. Un cane che morde un passante durante una passeggiata, o che danneggia l'appartamento dove soggiorna: senza copertura assicurativa, le conseguenze sono a carico tuo. Il costo di una polizza RC professionale per pet sitter si aggira tra i 100€ e i 300€ l'anno a seconda dei massimali.Quanto guadagna un pet sitter in Italia
I guadagni variano molto in base alla zona, al tipo di servizi offerti e al numero di clienti fissi che riesci a costruire nel tempo. Queste sono le tariffe che pubblicano i sitter Petme in Italia, rilevate a ottobre 2026: per ogni servizio la tariffa più comune (la mediana) e, tra parentesi, la fascia in cui sta la metà centrale dei prezzi.- Passeggiata di 30 minuti: 10 € (8-12 €)
- Visita a domicilio al gatto: 10 € (10-13 €)
- Visita a domicilio al cane: 10 € (10-15 €)
- Asilo diurno a casa tua: 20 € al giorno (18-25 €)
- Pensione per cani a casa tua: 25 € a notte (18-30 €)
- Notte a casa del cliente: 30 € (23-35 €)





